Maggi: arrivederci o addio?

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b_330_260_15593462_0___images_stories_0002.RassegnaStampa2015.16_Maggi_vs_Brindisi.jpgSette anni di successi e sorrisi con pochi dispiaceri. Un bilancio senza dubbio positivo quello di Valentina Maggi ad Ariano. Trentuno anni il prossimo luglio, argentina ma cestisticamente italiana, è arrivata sul Tricolle nel 2009, reduce dalla promozione in B d’Eccellenza con la Polisportiva Battipagliese, che quell’anno cominciava la scalata verso la serie A1, e dopo le esperienze giovanili a Napoli, nell’anno (2005) del successo in Fiba Europe cup, ed a Palestrina in serie A2. Il presidente Cirillo ne rimane folgorato nella semifinale playoff di N regionale che la vede protagonista assoluta contro la formazione irpina. In coppia con Cuali Dominguez forma il primo nucleo di una squadra che scala classifiche e record. La promozione in B d’Eccellenza arriva due anni dopo, poi la cavalcata in serie A2 sotto la guida di coach Cozzolino. I quattro in serie A2 di cui tre vissuti con la fascia di capitano sono costellati da alti e bassi coincisi con i tanti stop che si sono fatti sempre più frequenti.

ARRIVEDERCI O ADDIO? - Anche per questo motivo il desiderio di chiudere con l’attività agonistica si fa pressante, ma uno spiraglio di ripensamento c’è: “E’ un periodo di decisioni. E’ stato un anno di infortuni senza continuità negli allenamenti. Se dovessi comunicare oggi la decisione, sarebbe questa: lascio Ariano ed il basket. Ciò non significa che non potrei cambiare idea”. Il bilancio della guardia di Sunchales in canotta rossoblù parla di 163 presenze e 2465 punti. Forse per questo il dispiacere di non essere scesa sul parquet in gara-2 contro La Spezia davanti al proprio pubblico non è passato inosservato. Il capitano era reduce dall’ennesimo episodio avverso: un colpo all’occhio incassato nel derby a Salerno che l’aveva costretta ad uno stop precauzionale nelle ultimissime gare. “Non posso nasconderlo. Ci sono rimasta male”.

IL FILM DI ARIANO - I ricordi di Maggi coincidono con l’antologia del Basket Ariano: “La conquista della serie A2 nella finale di ritorno a Costa Masnaga, vincere contra la favorita La Spezia il quarto di finale di playoff nel nostro primo anno in serie A2. Giocare la semifinale davanti a tutta quella gente a Battipaglia. Avevo la pelle d’oca durante il riscaldamento nel vedere entrare i tifosi di Ariano e sentirli così vicini a noi. Ovviamente non si può non ricordare la fantastica cavalcata finale della scorsa stagione con l’accesso alla finalissima contro Torino”. Il legame con Ariano è andato oltre il basket: “La gente che ho trovato in questo percorso mi ha aiutato a crescere come persona e giocatrice”. Non sono mancati i momenti bui per lo più concentrati nell’ultimo campionato: “Sono stata più fuori che dentro il campo. Giocavo soltanto senza poter allenarmi. Il periodo che ha coinciso con le sconfitte 11 su 13 è stato il peggiore vissuto qui ad Ariano”.

LE PERSONE PIU' VICINE - In sette anni è passata dal ruolo della giovane di talento a quella della veterana con tante compagne da ricordare: “Ho apprezzato Marija Micovic. Ho imparato tanto da lei, così come da Nunzia Paparo e Iris Ferazzoli. Il canestro più bello non c’è: “Forse lo devo ancora fare segnare”. Il rammarico è semplice e scontato: “Mi è mancata la promozione in serie A1 con Ariano. Sarebbe stata la conclusione più bella. L’ultimo pensiero è per i tifosi e la “famiglia” Ariano: “Non posso che ringraziarli. Mi sarebbe piaciuto che fossero stati più vicini alla squadra anche quando le cose non sono andate bene. Spero che questa realtà continui. Le famiglie dei dirigenti Dell’Infante e Caso hanno fatto tanto per me”. L’ultimo ringraziamento è per il presidente Mario Cirillo e sua moglie Angela: “Mi hanno fatto sentire a casa. Qualunque sarà il mio futuro, Ariano resterà sempre nel mio cuore”.

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